È che adesso dormo anche più delle otto ore che consigliano, solo che queste otto ore sono prese un po’ a caso durante la giornata.
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È che adesso dormo anche più delle otto ore che consigliano, solo che queste otto ore sono prese un po’ a caso durante la giornata.
Sono tre giorni che rimango sveglio tutta la notte. È una cosa che faccio sempre, ma d’estate, quando non devo andare a scuola.
Lo sforzo più grande è quello di non andare a dormire quando viene il colpo di sonno che colpisce – almeno me – circa un’ora prima di quando ci si sveglierebbe di solito. Mi è successo che superando quella fase la mattina mi sentivo sveglio, non addormentato come al solito, quando andavo semplicemente a dormire tardi.
Per tutta la prima parte di questo anno scolastico cominciato a settembre ho dormito in classe ogni mattina. Alcune volte per noia, ma spesso perché proprio non riuscivo a tenere gli occhi aperti. A pensarci non sembra possibile essere incapaci di controllare il proprio corpo per una cosa così semplice come tenere gli occhi aperti, eppure. In quei momenti non ci pensi neanche, chiudi gli occhi per sbaglio ed è fatta, stai dormendo. Come quella fase che dicevo, il colpo di sonno.
Ti prometti che questa notte non andrai a dormire che devi studiare (o qualsiasi altra scusa per fare altro al computer) e invece va a finire che regolarmente finisci a letto. Ci pensi anche che non dovresti farlo ma il corpo non risponde, senza neanche accorgersi ci si ritrova sotto le coperte.
La mattina non so a che ora mia madre mi ha svegliato. Mi ha mostrato la lettera della scuola che comunicava le mie insufficienze. Dovevo consegnare un modulo entro oggi in segreteria.
Io ho pensato Va bene, pomeriggio ci vado. Adesso dormo.
Mia nonna non ha capito niente. Inizialmente è venuta a svegliarmi dicendo di andare a consegnare quella cosa che lei neanche aveva capito che cos’era. Poi faceva rumore perchè non mi riaddormentassi, e mi chiamava dall’esterno di camera mia. Poi ha anche osato entrare in camera arrabbiata dicendo di andare, e io le ho ripetuto che non sarei andato.
L’ultima volta che mi ha disturbato mi sono alzato e con tutta la voce che potevo avere appena sveglio ho urlato incazzato Nonnaaaa!
Non mi ha più detto niente.
Di solito quando ho fretta e faccio veloce percorro la distanza tra casa mia e casa della mia Amanda in più di mezz’ora, circa 35 minuti. Questa notte che non c’era nessuno per strada, dato che è anche la notte di lunedì, ci ho messo 22 minuti. Cronometrati.
Un tratto di strada ho superato i 220 km/h.
La sveglia l’avevo messa verso le 8 e mezza, che dovevo andare alla mia scuola con la mia Amanda, a vedere i miei risultati. Mi sono svegliato che un mio amico era entrato nel letto in cui dormivo, che non era il mio perchè ho dormito da un mio amico.
Ci ho messo un quarto d’ora per riuscire a vestirmi e a uscire di casa. Non sono abituato a svegliarmi così presto. Dopo aver dormito così poco.
Arrivato a casa ho letto un po’ di cose dal reader e poi ho chiamato la mia Amanda. La mia Amanda dormiva, e questo già lo sapevo. Solo che lei voleva continuare a dormire. Non voleva andare con me a scuola a vedere i risultati. Allora vabbè, sono andato a dormire anche io che in effetti ero stanchissimo. Ho chiesto alla mia Amanda di svegliarmi quando si sarebbe svegliata.
Sono passato a casa a prendere il mio computer fisso, e per qualche motivo ho preso anche il portatile.
Con tutto il materiale sono andato dal mio amico che aveva comprato l’alimentatore per il pc. Sono mesi che ce l’ho a casa e non posso usarlo e non posso accedere ai suoi dati.
Ci ho messo poco per montarlo, pochi minuti. Poi ho montato anche gli hard disks e non ci sono stati problemi. Il sistema operativo funzionava bene, e mi vedeva i dati. Erano mesi che non vedevo quei files. Io e il mio amico abbiamo passato qualche minuto a vedere le foto e i video dell’epoca.
Poi lui voleva poter usare il suo sistema operativo. Allora ho collegato il suo hard disk, ma non funzionava bene perchè si bloccava al boot. Per qualche motivo il problema erano i drives ottici. Sostituito uno il problema è stato risolto.
Poi volevamo connetterci all’internet. Solo che il suo sistema operativo non aveva i drivers del controller ethernet. Abbiamo dovuto installare il programma che permetteva di connettersi al modem col cavetto usb. Tutto apposto.
Siamo andati a dormire alle quattro di mattina, con la sveglia alle 8 e mezza.
Finalmente, dopo più di un mese che non ci andavo, sono stato all’allenamento di jujitsu. La borsa con l’equipaggiamento era ancora in auto nel bagagliaio dall’ultima volta. Però non c’era niente di male.
Negli spogliatoi ho salutato un collega, un po’ stupito di trovarmi, dopo tanto tempo.
Indossando il kimono ho rotto i pantaloni. Erano fragili, e il collega mi ha detto che è successo anche a lui e ad altre persone.
L’allenamento l’ho fatto con fede, che l’ultima volta si è fatto male al ginocchio e allora non abbiamo fatto molto intenso. Che comunque io non credo che ce l’avrei fatta che ero stanchissimo. Devo riprendere la forma.
Fede un paio di volte mi ha detto dispiaciuto che dato che non riusciva a fare la tecnica potevo anche continuare con qualcun altro. Io chiaramente non l’ho fatto, è normale che lui non riesca a farle bene, è da poco che si allena con me. Io sono quattro anni invece.
Mi interroga in scienze su tutto il quadrimestre.
Ho passato la notte a letto a studiare dal libro che mi ha prestato una mia compagna di classe che io non l’ho comprato. Mi sono anche preparato un tè per rimanere sveglio.
Alla fine però il sonno era troppo e non ho finito come avevo programmato. Mi sono letto bene bene la sintesi di tutti i capitoli.
Ero al telefono con la mia Amanda, ed ero anche davanti al computer.
Improvvisamente il mio prof di religione (ho riconosciuto la sua mail) mi scrive su messenger. Mi ha scritto per sabglio.
Ci siamo scambiati qualche parola, niente di che. A parte il fatto che a un certo punto mi ha scritto che ha letto il mio blog. E lì un po’ mi sono sorpreso eh.
Mi ha augurato felice studio.
Dopo scuola sono andato dalla mia Amanda. Come sempre a prenderla dopo scuola. E’ sempre bello vederla, anche se spesso è arrabbiata con me.
C’era anche una sua amica, yugi, che però mi vuole male. E poi insiste sul fatto che io in realtà esco da scuola dieci minuti prima di quanto dichiaro. Che non è affatto vero. Cattiva. Non sa che poi la mia Amanda prende queste cose sul serio e si arrabbia ancora di più con me.